logo bulloDurante l’a.s. 2018/2019 si è svolto il progetto “Bullo: condannato e stoppato” promosso ed attuato in rete tra gli istituti scolastici d’istruzione superiore “I.I.S. Cucuzza –Euclide” e “Carlo Alberto Dalla Chiesa” e la Scuola Secondaria di Primo Grado dell’I.C.S. “A. Narbone”, plesso “Semini”. Il progetto, approvato dal Ministero della Pubblica Istruzione e dal Dipartimento Regionale per l’istruzione e la Formazione Professionale della Regione siciliana per l’a.s. 2018-2019, ha avuto ad oggetto la realizzazione di varie attività per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo, sempre più diffusi tra i ragazzi, soprattutto negli ambienti scolastici. Armando Seminerio

Il presente intervento progettuale ha coinvolto circa 300 studenti in totale, dell’età di 13 fino a 17 anni circa. Le attività in rete si sono svolte durante le ore scolastiche, sia all’interno delle singole istituzioni scolastiche sia nel territorio, in particolare nelle aule del tribunale. Ogni settimana, infatti, gli alunni si sono recati in tribunale per assistere a delle udienze penali.
La finalità è stata quella di far comprendere l’importanza delle norme giuridiche e in caso di violazione delle stesse, le conseguenze previste dal nostro ordinamento giuridico. In particolare sono state approfondite le disposizioni legislative sul bullismo e cyberbullismo, con attenzione alla Legge n. 71 del 2017.
A tal fine si è sottolineato il rispetto delle norme penali, poste a fondamento e salvaguardia del benessere fisico e psichico dei membri della collettività, che devono essere rispettate in maniera obbligatoria. In caso di violazione lo Stato pone in essere ed attua delle misure coercitive e di repressione nei confronti dei colpevoli.
I magistrati hanno spiegato agli studenti l’importanza delle norme giuridiche, la necessità di rivolgersi alle istituzioni per il rispetto delle stesse e di non farsi giustizia da sé.
Il progetto ha permesso di avvicinare gli studenti ai Magistrati, alle forze dell’ordine e di far conoscere i luoghi deputati alla legalità presenti nel nostro territorio. La scambio dei docenti tra le scuole in rete, inoltre, è stato un elemento di innovazione e collaborazione tra le istituzioni scolastiche coinvolte.
Fondamentale è stato anche il coinvolgimento dei genitori, quali promotori di azioni di sensibilizzazione e formazione all’interno del contesto familiare in raccordo con la scuola, nonché docenti, magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine quali i carabinieri.
L’idea base del presente progetto è stata la realizzazione di un processo penale simulato all’interno delle aule del Tribunale di Caltagirone, i cui ruoli delle varie parti processuali (magistrati, avvocati, p.m, imputati, parte civile…) sono stati interpretati dagli studenti “attori” e protagonisti. L’oggetto del processo è stata la trattazione di un caso di bullismo realmente accaduto in una delle scuole in rete coinvolte. La sentenza con la relativa condanna, è stata motivo di conoscenza e divulgazione delle reali conseguenze previste dalla legge in caso di configurazione delle fattispecie rilevati penalmente (violenza, minaccia, stalking, estorsione…ecc) configuranti atti di bullismo.
Le attività sono state coordinate dai vari docenti e altri soggetti esterni (magistrati, forze dell’ordine, giornalisti, ect) in raccordo con tutti gli studenti e le famiglie.
Si è voluto far comprendere come le azioni o i comportamenti inquadrabili nel bullismo e/o cyberbullismo non sono solo gravi mancanze di rispetto nei confronti del compagno/a, ma rappresentano delle fattispecie giuridicamente disciplinate e rilevabili sotto il profilo penale e/o civile. Il contesto scolastico, rappresenta il luogo principe dove poter accorgersi di situazioni di bullismo e/o cyberbullismo. Pertanto, è necessario intervenire sia come prevenzione, sia come “repressione”, sia come sensibilizzazione, informazione e formazione, creando negli studenti atteggiamenti critici e relativa “disapprovazione” nei confronti dei compagni “bulli”.
I bulli devono essere consapevoli che le loro azioni poste nei confronti delle vittime, non sono solo motivo di provvedimenti scolastici (note disciplinari e/o sospensioni delle attività didattiche), ma costituiscono ed integrano comportamenti criminosi perseguibili sia sotto il profilo penale e civile. Il Dirigente scolastico, infatti, è tenuto ad informare le forze dell’ordine e le famiglie. Le azioni repressive previste dalla legge, anche con lo svolgimento di un processo giudiziario, richiedono una preventiva attività di informazione, formazione e sensibilizzazione rivolta agli studenti. Le attività in rete previste dal presente intervento progettuale, potranno essere un connubio di sinergie alla lotta del bullismo e cyberbullismo.
Le classi del nostro istituto coinvolte sono state la 2 G e la 3 F, site presso il plesso “Semini”. Il prof. Seminerio, referente dell’istituto per le attività di contrasto al cyberbullismo, durante le attività pomeridiane previste dal tempo prolungato, ha approfondito le tematiche sul bullismo e, in particolare, del fenomeno del cyberbullismo, evidenziando inoltre i potenziali rischi connessi ad un uso improprio della rete internet. Gli alunni hanno mostrato interesse per questo argomento giacché la maggior parte di loro si connette quotidianamente ad internet. Hanno sviluppato una coscienza critica e sono in grado di cogliere i segnali comportamentali e fisiologici tipici di chi subisce atti persecutori.
Successivamente le due classi hanno partecipato a tre lezioni di diritto tenute da docenti specializzati presso il Plesso “Semini”. È stata assai apprezzata dai discenti la possibilità di conoscere i fondamenti del diritto, le norme poste a fondamento dell’essere cittadini. A tal fine è stato importante vivere nella pratica ciò che si era appreso, attraverso la partecipazione alle udienze presso il Tribunale di Caltagirone, a partire dal 29 marzo 2019.
Gli alunni coinvolti nel progetto hanno partecipato ad una conferenza sul bullismo tenuta, in data 8 aprile 2019, dal Comandante della Compagnia dei carabinieri di Caltagirone, Capitano Sergio Vaira.
Tutte queste attività ed iniziative hanno avuto lo scopo di avvicinare i ragazzi alle istituzioni facendo comprendere loro l’importanza della legalità e l’importanza delle azioni volte a contrastare gli atteggiamenti prevaricatori e di prepotenza legati al bullismo. Fulcro del progetto è stata la realizzazione di un processo penale simulato ad opera degli studenti. Ognuno, infatti, ha interpretato i vari ruoli processuali per esaminare un caso di bullismo verificatosi in una scuola. Tutti gli alunni coinvolti nello spettacolo hanno recitato con entusiasmo alla presenza del Presidente del Tribunale, Dottoressa Scibilia, e del Magistrato Maggiore, il quale ha collaborato con i ragazzi nella “costruzione” delle varie fasi del processo e nella redazione del copione. Gli alunni hanno compreso sin da subito che la rappresentazione di un siffatto spettacolo teatrale era singolare nel suo genere: si simulava un processo penale, che vedeva coinvolto un bullo ed una vittima, oltre a spettatori attivi e passivi, compagni di entrambi, in un singolare contesto, una vera e propria aula di Tribunale!
Il progetto, articolatosi come si legge, in varie fasi, secondo un percorso atto ad avvicinare gli alunni alle istituzioni e ad rafforzare fiducia in se stessi e nello Stato, si è concluso con la visita della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica in data 25 giugno 2019. Gli alunni, dopo aver visitato parte del palazzo di Montecitorio, hanno assistito ai lavori in Parlamento. Un meritato gelato presso Piazza di Spagna ha concluso questa tanto singolare quanto entusiasmante esperienza che ha visto coinvolti sia alunni che docenti di istituzioni scolastiche di vario ordine e grado, in una più ampia ottica di verticalizzazione e condivisione delle attività didattiche tra scuole.
Una scuola aperta al territorio ed operante con vari soggetti per la costruzione e formazione attiva dello studente, cittadino di oggi e uomo del domani. Armando Seminerio

LINK servizio andato in onda sull'emittente Tvr Xenon il 17 giugno 2019: http://on-demand.tvrxenon.it/index.php/video/1284/bullo-condannato-e-stoppato/#

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